Bivona, in breve
Bivona (AFI: /biˈvona/; Vivona in siciliano) è un comune italiano di 2 985 abitanti del libero consorzio comunale di Agrigento in Sicilia. Circondata dai monti Sicani, la località è nota per la coltivazione della pesca, insignita del marchio IGP, e per la realizzazione di una peculiare sedia artigianale. Casale di probabile origine islamica, attestato per la prima volta in età normanna, ospitò una comunità ebraica di cui si conservano le tracce nei pochi resti di una sinagoga e nel blasone popolare.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Alcuni reperti archeologici hanno permesso di ipotizzare una frequentazione umana nel territorio di Bivona a partire già dall'età del rame. Alcuni siti d'altura presenti nel territorio manifestano una continuità di vita dall'età del ferro all'epoca medievale (monte Castelluccio e Bonifacio), con una fase di abbandono più o meno totale durante l'età romana, periodo nel quale si formano grossi insediamenti rurali nelle valli fluviali. In base all'erronea interpretazione delle fonti antiche, in passato si era ritenuto che la città avesse origini greche e fosse da identificare con Hipponium, fondata da Gelone di Siracusa.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Bivona possiede numerosi edifici religiosi (circa quaranta in tutta la sua storia). Molti dei palazzi nobiliari seicenteschi sono stati distrutti o inglobati da costruzioni più moderne. Chiesa madre chiaramontana (XIII secolo), in stile gotico, di cui rimane solo il portale della facciata principale, esempio di arte gotica chiaramontana in Sicilia. Chiesa di San Bartolomeo (XIII-XIV secolo), di cui rimane il portale della facciata principale, di gusto barocco. Chiesa di Santa Rosalia (XIII-XIV secolo), dotata di un portale in stile barocco, conserva il fercolo della statua della santa (1601), un crocifisso ligneo, alcune tele sette-ottocentesche;
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
La biblioteca comunale "Romano Cammarata", intitolata al letterato locale, ha sede presso l'ex convento delle suore agostiniane, in piazza San Giovanni. Dispone di un fondo librario di oltre 8.000 volumi, cui si aggiungono oltre 1.000 unità di materiale audiovisivo. La presenza della comunità ebraica prima e della Compagnia di Gesù in un secondo momento assicurò a Bivona un continuo processo di crescita culturale già a partire dal XVI secolo. Nel 1767 i gesuiti furono espulsi dalla Sicilia e il sistema scolastico, qualche anno dopo, fu gestito direttamente dal governo dei Borboni, che dispose l'istituzione di una scuola apposita in ciascuno dei conventi dell'Isola: fu una fortuna per Bivona, sede, all'epoca, di quattro conventi.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Bivona era sede decentrata dell'Università degli Studi di Palermo: per i corsi di laurea in scienze forestali e ambientali della facoltà di agraria dal 1991 al 2001. Ospita tuttora il corso di laurea in tecniche erboristiche della facoltà di farmacia, sebbene dall'anno accademico 2004/2005 siano state chiuse le immatricolazioni, e pertanto a breve non sarà più attivo; il corso, che dipende logisticamente dal consorzio universitario della provincia di Agrigento (CUPA), si tiene in una struttura sita nel comune limitrofo di Santo Stefano Quisquina, priva di strutture di sostegno.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
I prodotti tipici della gastronomia locale sono a base di pesche, il frutto simbolo dell'agricoltura bivonese: torta alle pesche e di ricotta, biscotti con marmellata di pesche, pasticciotti con marmellata di pesche. Altre specialità sono la pasta 'ncasciata (con broccoli, sugo di pomodoro, pecorino e pezzetti di lardo), la froscia (con ricotta fresca, pane e formaggio grattugiati, uova e nepetella), la caponata di olive verdi (con olive verdi sotto sale, cipolla, sedano, aglio, sale e pepe, origano, uva, olio di oliva, aceto), li sfinci (preparati con farina di grano duro, lievito di pane, olio e acqua calda), le paste alla frutta, la pignolata e la cubata (un impasto di mandorle, zucchero, miele e cannella).
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Grazie alla diffusa coltivazione della pesca, il settore trainante dell'economia bivonese è quello agricolo, in cui - secondo i dati Istat risalenti al Censimento del 2001 - operano 990 unità; i lavoratori dell'industria sono 49, 71 quelli del commercio, 57 quelli dell'artigianato e 15 gli addetti alle istituzioni. Il principale prodotto dell'agricoltura bivonese è la pesca, detta Montagnola o Pescabivona, tanto che il paese è noto come "Città delle pesche". La varietà è di media pezzatura, con polpa bianca e soda, non di rado solcata da venature rosee tendenti al rosso. Il sapore è dolce e aromatico, il profumo si distingue da quello della maggior parte delle pesche prodotte nel resto di Sicilia e d'Italia.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Bivona è situata nell'entroterra agrigentino, al confine con la città metropolitana di Palermo. Il territorio di Bivona ha un'estensione di circa 89 km² ed è parzialmente inserito nella "riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio", nel "Parco dei Monti Sicani". L'altitudine è compresa tra i 64 m s.l.m. dell'area meridionale, al confine con i comuni di Ribera e di Cianciana, e i 1436 m della cima del Monte delle Rose, a nord dell'abitato, al confine con il territorio di Palazzo Adriano, nella città metropolitana di Palermo. L'altitudine del centro abitato è compresa tra i 420 m s.l.m.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.