Raffadali, in breve
Raffadali è un comune italiano di 11 765 abitanti del libero consorzio comunale di Agrigento in Sicilia. Sorta inizialmente in epoca medievale come casale arabo, divenne, in seguito alla conquista normanna della Sicilia, feudo della nobile famiglia dei Montaperto. Dopo un periodo di abbandono, fu riedificata a partire dal 1523. Nel XIX secolo divenne capoluogo di circondario del Regno delle Due Sicilie, e, in seguito all'annessione al Regno d'Italia, capoluogo di mandamento, ruolo che mantenne fino al 1923. Il nucleo cinquecentesco si estese soprattutto a partire dalla seconda metà del Novecento.
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Il territorio presenta testimonianze preistoriche di estremo interesse che dimostrano la continuità della presenza umana sin dal Neolitico superiore, con resto di capanne, ingrottati, reperti fittili, e sculture litiche. I reperti più antichi risalgono al età della pietra, precisamente all'eneolitico (4000 a.C.), e sono stati rinvenuti in contrada Pietra Rossa, dove si trova una necropoli costituita da decine di loculi, nei quali erano sepolti degli scheletri, in posizione fetale, per simboleggiare il ritorno alle viscere della terra, la grande genitrice. Nel Piano territoriale regionale è indicata la presenza di tombe a grotticella della prima età del bronzo in parte ampliate e riutilizzate per camere funerarie con loculi in età romana e bizantina.
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Chiesa madre di Santa Oliva Situata al centro del paese, la Chiesa madre fu edificata a partire dal 1507 e dedicata alla Madonna degli Infermi: vi furono trasferite nel 1608 la parrocchia di Santa Oliva e l'arcipretura, dall'antica chiesa madre dedicata a Sant'Oliva oggi scomparsa. Vi sono conservati il sarcofago di Raffadali, raffigurante il ratto di Proserpina, e una statua lignea cinquecentesca di Maria santissima degli Infermi con Bambino. Chiesa di San Giuseppe La chiesa di San Giuseppe ha una facciata barocca risalente al XVIII secolo. All'architetto Saverio Bentivegna sono da ascrivere gli interni, realizzati nel XIX secolo. Sorge accanto al monastero delle suore collegine.
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La Biblioteca comunale "Salvatore Di Benedetto", ospitata presso alcune stanze del Palazzo comunale in via Nazionale, dispone di oltre 8 000 volumi. Il comune dispone di una scuola media, tre scuole elementari e quattro asili. Sono stati ritrovati a Raffadali, in contrada Grotticelle e Terravecchia, due importanti testimonianze dell'arte romana: Sarcofago romano con raffigurazione del ratto di Proserpina, rinvenuto in contrada Grotticelle a Raffadali nel XVI secolo, e ospitato nella chiesa madre. Rilievo delle Vestali del I secolo d.C., appartenuto al Principe di Raffadali.
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Il piatto tipico di Raffadali è il macco di fave (u paisi dû maccu è il soprannome dato a Raffadali dai paesi vicini), una crema realizzata con una cottura prolungata di fave secche, alle quali viene aggiunta una verdura, solitamente delle bietole, del finocchietto selvatico, zucchine verdi di tenerume e servita con il solo condimento di olio extravergine di oliva. Sono inoltre tipiche le pietanze a base di pistacchio di Raffadali.
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Le attività economiche sono in prevalenza legate all'agricoltura con una notevole produzione di grano, uva, mandorle, pistacchi e olive. È presente inoltre l'allevamento bovino e ovino. Durante l'ultimo cinquantennio 1961-2011 si è verificata una terziarizzazione delle attività. Raffadali è il principale centro dell'agrigentino per quanto riguarda la lavorazione del pistacchio (dolci e semilavorati), nonché la piazza principale per il commercio dello stesso, tanto che buona parte del frutto ottenuto nel territorio del libero consorzio comunale di Agrigento viene identificato come pistacchio di Raffadali D.O.P. A complemento delle attività agricole sono sorti oleifici e stabilimenti enologici e conservieri.
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Raffadali è situata nell'entroterra agrigentino, in una posizione che domina la Valle del Drago. L'altitudine è compresa tra i 250 m s.l.m. dell'area meridionale, al confine con i comuni di Agrigento e di Joppolo Giancaxio, e i 652 m s.l.m. del Modaccamo, a nord del centro abitato, al confine con il territorio di Agrigento. L'altitudine del centro abitato è di 420 m s.l.m. Il territorio comunale copre un'area di circa 1 617 ettari e conta una densità di 574 abitanti per km². Si trova in una zona collinare fra i fiumi Platani e Salso, con un'altitudine di 425 m sul livello del mare. Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003.
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